Decreto di Archiviazione
Il 24 settembre 1999, il Pm di Milano Stefano Dambruoso chiede l'archiviazione per
Fausto e Iaio. Oltre all'estremista di destra Massimo Carminati, riguarda anche i neofascisti Claudio Bracci e Mario Corsi, accusati di
quell'omicidio. Chiedendo l'archiviazione, il Pm Stefano D'Ambruoso sostiene che
non sono state trovate sufficienti prove a carico degli indagati. Quando Mario Corsi fu arrestato nel
'78 a Roma per l'aggressione ad alcuni militanti della nuova sinistra, nella sua
casa vennero trovate le fotografie di Fausto e Iaio e dei loro funerali, che
Corsi dice di aver preso dall'archivio di uno zio giornalista a Cremona. La presenza di quelle foto, per il Pm, è del
tutto ingiustificata. Altre ipotesi del coinvolgimento di Corsi e del suo gruppo
vengono da alcuni pentiti dell'estrema destra, tra cui Angelo Izzo, uno dei quali parlò anche di una sorta
di confessione ricevuta da Corsi al telefono.
Il documento del
Tribunale di Milano Tribunale Civile e Penale di Milano Ufficio Istruzione sez.
20^ N.271/80F Milano, 14 luglio 1997 Giudice Istruttore Guido
Salvini suggerisce un intreccio tra l'omicidio di Fausto e Iaio e quello di
Valerio Verbano,
avvenuto a Roma il 22
febbraio del 1980 e rivendicata dai "NAR Avanguardia di Fuoco". Anche
Valerio, come Fausto e Iaio, è stato ucciso giovanissimo e stava raccogliendo
materiali sull'estrema destra ed i suoi traffici.
Con il decreto del 6 dicembre 2000 si mette la parola fine a un’inchiesta iniziata poche
ore dopo il 18 marzo 1978. La conclusione del Giudice delle Udienze preliminari
del Tribunale di Milano, Clementina Forleo è la seguente: "Pur in
presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed
in particolari degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non
superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò
soprattutto per la natura del reato delle pur rilevanti dichiarazioni".
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