venerdì 14 giugno 2013

Decreto di Archiviazione


Il 24 settembre 1999, il Pm di Milano Stefano Dambruoso chiede l'archiviazione per Fausto e Iaio. Oltre all'estremista di destra Massimo Carminati, riguarda anche i neofascisti Claudio Bracci e Mario Corsi, accusati di quell'omicidio. Chiedendo l'archiviazione, il Pm Stefano D'Ambruoso sostiene che non sono state trovate sufficienti prove a carico degli indagati. Quando Mario Corsi fu arrestato nel '78 a Roma per l'aggressione ad alcuni militanti della nuova sinistra, nella sua casa vennero trovate le fotografie di Fausto e Iaio e dei loro funerali, che Corsi dice di aver preso dall'archivio di uno zio giornalista a Cremona. La presenza di quelle foto, per il Pm, è del tutto ingiustificata. Altre ipotesi del coinvolgimento di Corsi e del suo gruppo vengono da alcuni pentiti dell'estrema destra, tra cui Angelo Izzo, uno dei quali parlò anche di una sorta di confessione ricevuta da Corsi al telefono.

Il documento del Tribunale di Milano Tribunale Civile e Penale di Milano Ufficio Istruzione sez. 20^ N.271/80F Milano, 14 luglio 1997 Giudice Istruttore Guido Salvini suggerisce un intreccio tra l'omicidio di Fausto e Iaio e quello di Valerio Verbano, avvenuto a Roma il 22 febbraio del 1980 e rivendicata dai "NAR Avanguardia di Fuoco". Anche Valerio, come Fausto e Iaio, è stato ucciso giovanissimo e stava raccogliendo materiali sull'estrema destra ed i suoi traffici.

Con il decreto del 6 dicembre 2000 si mette la parola fine a un’inchiesta iniziata poche ore dopo il 18 marzo 1978. La conclusione del Giudice delle Udienze preliminari del Tribunale di Milano, Clementina Forleo è la seguente: "Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed in particolari degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura del reato delle pur rilevanti dichiarazioni".

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